A MONDO ITALIA L’ARTE D’AUTORE
Scritto da Redazione il 03/27/08 in Arte e Cultura, Fuori porta
In Germania, a Stoccarda, le installazioni e le opere più recenti di pittura e scultura dell’artista di fama internazionale Angiola Tremonti.
L’Ente Fiera di Stoccarda, l’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo e Publitour S.p.A., in qualità di organizzatori dell’evento, sono lieti di comunicare che a Mondo Italia, il salone del Made in Italy che si svolgerà a Stoccarda dal 16 al 20 aprile 2008, sarà ospite l’artista Angiola Tremonti.
Nata a Sondrio, si è affermata nel mondo dell’arte per i suoi intarsi, le sculture e i gioielli (lavora anche nel settore del design artistico), tanto da riscuotere l’attenzione e il plauso di critici di grande prestigio come Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Raffaele De Grada, Gillo Dorfles e Bruno Toscano, solo per citarne alcuni.
In un esclusivo stand dedicato al mondo dell’arte, sfileranno le installazioni e le opere più recenti di pittura e scultura dell’artista, accompagnate dalle note della critica che riconosce in Angiola la vulcanica energia espressiva e l’immediatezza comunicativa.
“LA RIVOLUZIONE DELLE MABILLE”
A Mondo Italia l’arte di Angiola Tremonti darà grazia ed esaltazione alla donna e alla maternità grazie alle sue “Mabille”, opere e sculture in cui femminilità e maternità si condensano insieme.
“Una vera rivoluzione volta all’esaltazione della maternità e del passaggio incombente del sole” spiega l’artista “che delimita inesorabilmente il fluire del tempo, la via del tramonto. È il sole che ci invade, che illumina i colori, talvolta ci schiaccia e talvolta ci inebria, è il sole che ruota nelle nostre anime e sulla nostra pelle come grande sfera rotonda portatrice di vita”.
RIVOLUZIONE DIDATTICA E INTRATTENIMENTO
Nella giornata di venerdì 18 aprile, dedicata interamente alle scuole di Stoccarda e dintorni, Angiola Tremonti presenterà a studenti e docenti la didattica dell’omino filino.
Dalla scuola del maestro Bruno Munari (uno dei massimi protagonisti di arte, design e grafica del XX secolo, che realizzava alberi con il filo di ferro), la Tremonti arriva a proporre ai bambini l’uomo, visto nella sua complessità di corpo e psiche, cercando di attualizzare in modo concreto le esigenze del vivere d’oggi.
Abbandonato l’albero, si arriva all’uomo. Giocando con omini “filini”, realizzati con il filo di ferro, si aprono le porte per conoscere la struttura anatomica, le dinamiche dell’habitat e arrivare alla conoscenza della psiche. I bambini diventano così psicologi di loro stessi e, quindi, consapevoli.
Come sottolineato da Rossana Bossaglia, “la tendenza fantastico-surreale le ha consentito di colloquiare con i bambini, puntando sull’aspetto favolistico dell’immagine, e con il pubblico colto, facendo leva in questo caso sulla complessità dei rimandi che le opere suggeriscono”.






petectrec | 28 Mar 2008 | Rispondi
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+ arte e cultura
cantu’ citta’ carente