Basket Cantù, Trinchieri:”La squadra sarà basata su sistema”

(AGM-DS)  Torna in Lombardia e in serie A, dopo il fortunato esilio nel Lazio Andrea Trinchieri. .
Il coach milanese, infatti, nella stagione 2009/10 sarà il capo allenatore della Pallacanestro Cantù, con la squadra brianzola che ha ridato al coach dell’anno della Legadue (trofeo conquistato sul pino della Prima Veroli) la panchina di una squadra di serie A dopo l’esperienza da vice allenatore con l’allora Breil Milano di Carmenati-Caja (che subentrò a stagione in corso) nell’anno di grazia 2003.

La Ngc sarà però la sua “prima assoluta” come capo allenatore nella massima serie, con Trinchieri che affronterà la nuova stagione con un mix di giocatori come al solito scovati nel sommerso insieme al giemme canturino Bruno Arrigoni. “ Odio fare i commenti a luglio – dice il coach milanese parlando della prossima stagione – perché in estate le squadre sono tutte belle. Non conosco nessuno a cui non piacciono i giocatori che ha appena comprato. Sicuramente abbiamo cercato di fare un mercato guardando agli incastri, perché abbiamo una formazione con una rosa non profondissima e quindi con tutti gli elementi importanti ed intercambiabili”.

La costruzione del roster canturino è partita innanzitutto dalla riconferma di alcune pedine chiave della scorsa stagione: “Mazzarino sarà il giocatore fondamentale e non potremo prescindere dalla sue vampate. E’ un elemento che mi piace ma dovrà fare di più dell’anno scorso. Lideka da quarto lungo passa a titolare perché ha dimostrato delle caratteristiche che abbiamo apprezzato. Giovacchini sarà l’equilibratore, un atleta intelligente che non conosce i propri limiti, sarà il cambio di Green e dovrà essere un fattore difensivo”.

La Ngc sembra però essere una formazione basata più sul talento collettivo che su quello individuale come conferma lo stesso coach milanese: “Abbiamo pensato ad una squadra basata su un sistema, senza punte di diamante. Per questo l’ultimo acquisto è stato il più complicato, dovendosi ben adattare tra gli esterni a Markoishvili, Green e Mazzarino e sotto a Leunen, Lydeka e Ortner. Avevamo bisogno di un elemento con un grandissimo atletismo e impatto fisico. Jeffers non è il tipico giocatore europeo, ma credo possa darci molto”.

Gli americani sembrano un buon mix tra esperienza, talento e la novità assoluta di Jeffers al debutto in Europa. Ogni volta c’è il rischio che i giocatori a stelle e strisce non capiscano immediatamente dove siano finiti, rischiando di bruciarsi, ma Cantù pare essere il posto giusto per permettere a questi ragazzi di crescere ed ambientarsi il più rapidamente possibile: “Onestamente credo che Jeffers non sappia nemmeno dove si trovi l’Italia sulla cartina geografica, ma sono convinto che Cantù sia per lui il posto migliore per crescere perché offre una struttura e delle persone in grado di spiegarglielo abbastanza in fretta. Spero solo che mi faccia vincere qualche partita…”

Da datasport

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