Basket, Mazzarino:”Bella stagione, mi piacerebbe rimanere”
Qualche giorno fa il capitano della Tisettanta 2007-2008, Nicolas Mazzarino, è ripartito alla volta del natio Uruguay insieme a moglie e bambini.
Proprio prima di tornare a casa ha dedicato un po’ del suo tempo per parlare di quella che è stata la sua miglior stagione da quando veste la maglia canturina, una stagione che lo ha visto interpretare al meglio il ruolo di sesto uomo di lusso da 31’ di media a partita.
Ha chiuso il suo terzo anno a Cantù come il suo migliore per punti (11,4), minuti (31’), rimbalzi (2,1), assist (2,1) e Nicolas, Cosa ne pensi di questa introduzione?
“A livello personale è stata la mia miglior stagione qui a Cantù. All’inizio ho cominciato in quintetto con alte responsabilità rispetto ai due anni precedenti. Sebbene io non fossi la punta del nostro gioco, ero forse la seconda opzione. Credo di aver sfruttato la possibilità che mi è stata concessa. Penso di aver risposto bene, soprattutto all’inizio quando sono arrivato in forma dalla Nazionale. Poi purtroppo ho avuto un calo, nello stesso momento in cui tutta la squadra ha avuto un calo, però me l’aspettavo perché per me è stato un anno lunghissimo. In generale è stata però una grande stagione. Essere il capitano di una squadra che è arrivata ai playoffs credo che abbia rafforzato la stagione che ho fatto a livello personale”.
Alla squadra è stato aggiunto talento con l’arrivo di Fitch. Tu dal quintetto sei passato ad iniziare le gare dalla panchina ma il tuo utilizzo medio non è cambiato.
“Forse all’inizio i minuti erano un po’ troppi. Giocavo 35’ ed a 32 anni non riesci a mantenere la stessa intensità per tutti quei minuti. Ma neppure uno di 22 riesce, infatti se guardi anche le grandi squadre raramente trovi giocatori che superano i 30’ di media proprio perché è fisicamente difficile mantenere un’alta intensità. Sia io che Wood all’inizio giocavamo moltissimi minuti. Lui è riuscito un po’ meglio perché è più giovane mentre io ho avuto un calo anche dato dal fatto che in estate avevo giocato moltissimo con la Nazionale. Ciò non toglie che è bellissimo giocare tanto e soprattutto avere la fiducia dell’allenatore che mi ha dato molte responsabilità”.
Quale pensi sia stata la chiave della stagione?
“Quando sono arrivato ho visto una squadra giovane e con poca esperienza. All’inizio abbiamo fatto un po’ fatica ma con tantissime ore di allenamento nei primi due mesi siamo riusciti a creare il nostro gioco. Siamo rimasti sempre uniti, abbiamo giocato di squadra. Wood, ad esempio, ha fatto benissimo senza essere un giocatore egoista. C’è però da sottolineare che se avessimo continuato con la squadra che aveva iniziato la stagione, senza le aggiunte, sicuramente avremmo fatto più fatica e penso sarebbe stato molto difficile arrivare ai playoffs”.
Rispetto al recente passato, questa Tisettanta ha vinto tante partite fuori casa ma ad inizio stagione ha infilato cinque sconfitte consecutive in casa. Quale è stato il motivo?
“Non era normale. Va bene che negli ultimi anni non vincevamo molto fuori casa, però al Pianella riuscivamo quasi sempre a battere i nostri avversari. Stranamente all’inizio era più facile giocare fuori casa che in casa. In casa i nostri giovani sentivano molto il supporto del pubblico, erano molto motivati, e volevamo fare di più di quello che eravamo abituati a fare e di conseguenza lo facevamo male. Forse non riuscivamo a giocare benissimo di squadra in casa perché volevamo dimostrare qualcosa in più ai nostri tifosi. Penso che avremmo potuto vincerne un paio in più contro squadre sicuramente non più forti di noi. Siamo stati bravi a vincere tanto in trasferta dove è molto difficile. Quei successi sono dovuti al lavoro che abbiamo fatto. Dalmonte ha lavorato tantissimo e ha preparato molto bene le partite. In trasferta si vince soprattutto difendendo e questa squadra era molto ben preparata a difendere con situazioni tattiche ben definite”.
Sei soddisfatto per come è finita la stagione?
“Prima di iniziare i playoffs avrei firmato per vincere almeno una partita perché l’anno prima avevamo perso 3-0. Poi, arrivati alla quarta, avremmo voluto vincere anche quella. Purtroppo siamo arrivati un po’ troppo stanchi e non siamo riusciti a vincerla. Però sono convinto che abbiamo lasciato tutto sul campo. Io ho preso una botta al ginocchio in gara-1, Wood e Fitch hanno avuto i crampi. Queste cose sicuramente non ci hanno aiutato anche perché loro potevano contare su una panchina decisamente lunga”.
Cosa riserva l’estate a Nicolas Mazzarino?
“Questo sarà il mio ultimo anno in Nazionale. Ho già parlato ed ho manifestato la volontà di dedicare l’estate alla mia famiglia ed al mio fisico perchè gli anni iniziano a farsi sentire. Quest’anno giocheremo i Sudamericani dal 1° al 7 di luglio e poi l’attività terminerà. Mi prenderò un paio di settimane di vacanza e poi ricomincerò ad allenarmi da solo”.
Per quanto riguarda il futuro invece?
“Il cuore mi dice di rimanere qui a Cantù. Però siamo tutti professionisti. Se qui la società riuscirà ad organizzarsi come tutti speriamo e mi farà una buona proposta, io resterò qui sicuramente”.
da Cantubasket.it













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