
Riceviamo e pubblichiamo quanto segue: ” Il progetto “Bike sharing” ( n° 3 rastrelliere per parcheggiare 20 biciclette) costa € 80.000, ovviamente di soldi pubblici! Facciamo due conti: € 80.000 : € 200 ( costo per una rastrelliera Declathon 5 posti + posa in opera a cura degli operai comunali) = n° 400 rastrelliere x n° 5 posti = 2.000 posti.
Quindi, con gli stessi soldi, il 5% dei canturini ( adulti e bambini) avrebbero 2.000 opportunità per parcheggiare le biciclette nei punti strategici della Città ( uffici comunali, uffici postali, ospedale, parchi pubblici, piazze, parcheggi scambiatori auto-bici,scuole,centri sportivi,…). Cantù avrebbe meno auto, sarebbe più vivibile e avrebbe fatto un significativo passo verso l’attuazione degli obiettivi previsti dall’Agenda 21.
Il progetto “Bike sharing” è invece fumo negli occhi, spreco di soldi, inefficace e inutile, per i seguenti motivi:
1) 20 biciclette in Città non abbasseranno i livelli altissimi di inquinamento atmosferico e acustico in continuo aumento a causa della cementificazione degli ultimi 17 anni di amministrazione e di cui l’Assessore e la sua Giunta è responsabile e in quotidiano conflitto di interesse;
2) i bambini ( viste le dimensioni delle 20 biciclette) sono ignorati da questa geniale pensata ( molto di moda tra gli amministratori) perchè con poco sforzo credono di illudere una Città;
3) l’Assessore Ferrari ( e il suo assessorato) hanno calcolato i costi di manutenzione,riparazione e sostituzione delle 20 biciclette collettive?
4) i 20 canturini che prenderanno la bici dove la parcheggeranno?
Infatti davanti al Comune, agli Uffici postali, nelle piazze, davanti alle scuole, all’ospedale, alle fermate dei bus, nei parchi pubblici,…non ci sono rastrelliere, quindi è ragionevole pensare che questi temerari concittadini dovranno abbandonare dove capita la bici collettiva ( sul marciapiede?, addossata a un muro?, legata ad un albero o a un palo?, o controllata a vista?,…).
Questo non è il modo corretto per realizzare una mobilità urbana sostenibile, che limiti l’uso delle auto e incentivi la bicicletta.
Per questo occorre:
· una sincera volontà politica nell’affrontare il tema, gestendo con oculatezza i soldi pubblici;
· all’interno del Piano urbano del traffico deve essere previsto un piano parcheggi per BICICLETTE PRIVATE per:
a) realizzare l’intermodalità tra la bicicletta e altri sistemi di mobilità come bus,treno, e distribuiti anche negli altri poli urbanizzati ( Mirabello, Vighizzolo, Cascina Amata, Cantù Asnago, Fecchio);
b) realizzare un accordo con i privati che gestiscono funzioni e servizi ad uso pubblico ( banche, supermercati, …) per avere la disponibilità di parcheggi all’interno delle proprietà private;
c) eliminare almeno 2 o 3 posti auto in ogni parcheggio strategico per posizionare le rastrelliere;
· le esigenze di mobilità dei bambini devono essere salvaguardate perchè una Città a misura di bambino è una Città più vivibile per tutti;
Bike sharing a Cantù: fumo negli occhi e spreco di soldi.”
Roberto Colombo per Lavori in Corso






bravo.
ci hai proprio preso con questo commento.
è un po come la storia della città sporca.. ma senza cestini per buttare le carte..
Ahimè la ricca Brianza e’ lontana anni luce dall’ Europa continentale :-( e del suo rispetto per ambiente. Cultura ambientale solo a parole.
Ad esempio un semplice deposito biciclette (per le biciclette dei privati) alla stazione di Asnago appare un miraggio.