
Riceviamo e pubblichiamo quanto segue: “Como e Varese annesse alla Svizzera? Se stiamo al risultato del sondaggio on line effettuato da “La Provincia”, la stragrande maggioranza dei comaschi e dei varesotti si dicono favorevoli. Temo però che chi è favorevole all’ipotesi non abbia tenuto conto del fatto che c’è un problema enorme da affrontare e di non facile soluzione: come potranno continuare a campare di prebende di stato i vari Bossi, Borghezio, Maroni & C., con i loro numerosi deputati e senatori, nonchè i loro numerosissimi parenti ed amici (a partire dal figlio del capo) con le natiche comodamente sistemate nei vari enti pubblici e parapubblici comaschi, varesotti, lombardi, padani e romani?
Berna non è Roma. Non ha certo a disposizione un numero di cadreghini sufficienti a soddisfare i tanto numerosi e famelici dirigenti ed attivisti leghisti.
Che fine farebbe il povero senatore “Mandel”? Son solo due anni che sta in Senato, non ha ancora trovato la maniera di fare un solo intervento, e questi cattivoni elvetici gli vogliono togliere il cadreghino da sotto le natiche?
Forse per risolvere il grave problema bisognerebbe proporre agli svizzeri, ad annessione avvenuta, di istituire un bel fondo sociale a sostegno dei molti politicanti leghisti che col passaggio alla confederazione si troverebbero di colpo disoccupati. Temo però che gli elvetici non siano molto interessati a farsi carico di un tale onere.
Per non parlare delle ricchissime pensioni che i deputati e senatori leghisti (attuali ed ex) danno ormai per acquisite e messe in conto. Gliele pagherebbe forse la Confederazione?
E il giornale di partito “La Padania”? Da chi riceverebbe i numerosi milioni di euro che da anni consentono ai leghisti di sputare nel piatto nel quale mangiano?
E i dipendenti di Radio e TV Padania? Cassa integrazione a carico del Canton Ticino?
Certo liberarsi di tanti nullafacenti e di tante zavorre leghiste sarebbe davvero un bell’affare per le casse della Repubblica, ma sarebbe un disastro per quelle della Confederazione, non abituata a foraggiare eserciti di “magna magna” come quello, ormai numerosissimo, dei leghisti di ogni ordine e grado.
Se ne deduce che la Svizzera si guarderà bene dall’accollarsi un tale debito che i leghisti nostrani le porterebbero in dote.
Ovvio quindi che il Presidente Carioni si dica completamente contrario all’ipotesi di annessione alla Svizzera. Si suppone che abbia già fatto conto di trasferirsi in Parlamento a mandato provinciale concluso ed è certo che un posto per lui, nel parlamento svizzero, non ci sia di sicuro.
E’ chiaro quindi che l’esercito dei leghisti mantenuti coi soldi pubblici, dovromo continuare a mantenerli coi soldi nostri. Con buona pace dei numerosi elettori comaschi e varesotti che ancora credono nelle fanfaronate leghiste.”
Claudio Bizzozero






Il discorso, caro Bizzozzero, vale anche per chi in provincia vota per liste civiche?
Allora è una fanfaronata unica.