Giorgio Bargna, sull’alcool e i giovani

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:
“Si discute molto, a Cantù come a Milano, in questi giorni di consumo giovanile di alcool, presentando sanzioni e bicchieri di plastica come la panacea che può risolvere il problema.
Ma il problema, in quanto tale, ha certamente una causa, cosa che sta probabilmente sfuggendo ai più.
Quali possano essere le cause, certo non è facile stabilirlo con certezza, di sicuro c’è che i ragazzi, oggi, non si ritrovano più la sera nei vialetti o ai muretti sotto casa, ma usano ritrovarsi a bere davanti ad un bancone o fuori le vetrine dei locali, quasi che l’alcool sia un divertimento a senso unico, senza alternative, convinti che possa essere l’ alcool ad offrire una soluzione alla confusione dell’adolescenza, spinti in questa direzione da pubblicità mediatiche, che fanno del bere parte integrante dello status simbol, inconsapevoli vittime, magari, di una società consumistica, che spesso ti mette a disposizione il denaro ma non l’educazione.

Ragazzi in perenne contrasto con una società che possa offrigli valori ed insegnamenti, il bicchiere abbandonato (di vetro o plastica che sia) è sintomo innanzitutto di maleducazione.

Più che sulle multe ed i bicchieri, forse sarebbe il caso di tornare ad investire sulle famiglie, sulle scuole e su una società un pò più a misura d’uomo.
Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanitá, 870.000 giovani dichiarano di bere, chi per farsi forza, chi per semplice divertimento; prima di perderli investiamo i nostri sforzi per trovare una soluzione vera ed evitiamo di presentare l’idea di reprimere come possibile soluzione, dal momento che la repressione, in totale assenza di serie politiche giovanili (sostenute da adeguate risorse) è solo spicciola demagogia.

Per non parlare poi dell’incredibile paradosso di un partito che presenta l’alcolismo giovanile come un problema, quando è il suo stesso leader nazionale, per mezzo del bombardamento mediatico quotidiano delle sue televisioni, a presenta lo stile di vita cui oggi la massa di giovani si ispira, e nel quale libertinaggio, edonismo ed alcool (per non dire peggio) formano parte integrante, come il miglior stile di vita possibile.”

Giorgio Bargna
Lavori in Corso

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