L’imprenditorialità femminile al centro delle riflessioni di “Artigiana”
Scritto da Redazione il 05/12/08 in In città, Manifestazioni
Un’impresa su cinque in Lombardia è guidata da una donna; in totale, su oltre 810.000 aziende, ben 166.000 sono le imprese femminili attive. Dati significativi, che testimoniano il peso crescente dell’imprenditorialità femminile in una delle regioni più industrializzate del Paese, in aumento peraltro del 5% annuo dal 2004 al 2007.
Lecco e Como confermano questo trend, anche se con valori percentuali leggermente più bassi, rispettivamente pari al 18,1% e 17,1% di imprese femminili sul totale di imprese attive iscritte al Registro Imprese. E l’artigianato riveste il ruolo di settore trainante.
Non è dunque un caso che, proprio in occasione di “Artigiana”, la manifestazione promossa da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia – Assessorato Artigianato e Servizi, che si svilupperà dal 16 al 18 maggio a Lecco e Como, il tema dell’imprenditorialità femminile sia tra quelli al centro delle riflessioni, con due specifici momenti di approfondimento.
A Lecco alle ore 10.00 di venerdì 16 maggio, nella Sala Riunioni DEUTSCHE BANK in Piazza Garibaldi, si terrà il convegno dal titolo “Economia è/e donna: il valore economico del lavoro femminile nell’artigianato”,promosso dalla Camera di Commercio di Lecco e dal Comitato per la promozione dell’imprenditoria Femminile di Lecco, in collaborazione con Confartigianato Lecco, CNA Lecco.
A Cantù, invece, nella suggestiva cornice di Villa Calvi, è in programma un’esposizione dell’eccellenza dell’artigianato femminile. Inoltre, sarà operativo per tutta la durata della manifestazione lo sportello interattivo per la consulenza per le problematiche di trasmissione d’impresa al femminile “Donna cerca impresa, impresa cerca donna” .
La consulenza prevede in particolare un check-up di autovalutazione per l’imprenditore/impresa uscente e per l’aspirante imprenditrice subentrante, la definizione di uno schema di prodotto creditizio da proporre al sistema bancario a sostegno dei costi di subentro/cessione d’azienda e la presentazione delle linee guida di un servizio innovativo da sperimentare presso le CNA territoriali con l’introduzione di nuove figure professioni e di nuove metodologie d’intervento per l’ associazione.







meroni | 12 Mag 2008 | Rispondi
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Ho personalmente avuto modo di partecipare ad una riunione in cui si parlava di economia, di artigianato femminile, e vorrei portarne un contributo al tema in discussione traendone spunto da quanto emerso in quell’occasione. Quanta strada e battaglie hanno fatto le donne per entrare di diritto in una società che le voleva “il sesso debole”, senza vedere in loro quel che realmente sono, semplicemente delle persone, con punti di forza e di debolezza, proprio come tutti noi. E’ stata dura, per la società maschilista, accettare di lasciare degli spazi ad un “mondo” che si vedeva in una prospettiva e realtà che “impauriva” per certi versi. Agli inizi, dal diritto di voto in poi, è stata dura per entrambi i sessi, talvolta, anche farsi superare, concedere una pari opportunità, com’è stata dura farsi accettare per quel che si è, in una società che correva più dell’intelligenza del singolo. Credo però che in questo cammino la donna non abbia ancora raggiunto il suo traguardo. Troppo spesso si colloca la donna davanti al padellame, alla balia dei figli, anche se la donna dei nostri giorni non solamente gode di libertà, di diritti e condizioni impensabili fino a pochi anni fa, ma riesce ad esserne parte attiva, nella famiglia come sul posto di lavoro, con un duplice sforzo, quello di donna e di madre. Figuriamoci poi se si mette in mente di diventare imprenditrice, la salita si fa veramente dura e le scelte ancora più crudeli da sopportare, soprattutto se a scapito della famiglia e a tutto a vantaggio della carriera, anche se per talune, poche, credo, il problema sembrerebbe non esistere, idee chiare e scelte mirate, parrebbero donne “di ferro” o “donne in carriera”. Oggi le donne si avvicinano sempre più in maniera consapevole al mondo dell’imprenditoria, riuscendo persino ad essere delle vere protagoniste del proprio tempo. La congiuntura economica attuale che viviamo tutti nella quotidianità, rende il fare impresa una conquista da farsi giorno dopo giorno, una sfida che le donne imprenditrici accettano con dignità e tenacia, e qualora non sia favorevole, tanto quanto agli imprenditori uomini, quanto alle imprenditrici donne, qui non gioca nessuna discriminazione, tanto meno sessuale, è il momento in cui si vede la forza e la determinazione di un mondo ancora troppo spesso sottovalutato. Detto ciò credo convintamene che anche per la donna fare impresa debba essere considerato un valore positivo perché potenziale produttrice di ricchezza ed occupazione, e quindi fattore di sviluppo dell’economia. Diventare imprenditrice è per la donna una scelta positiva ed auspicabile. Oggi non occorre più, come in passato, che la donna impari a conoscere e a fare suoi atteggiamenti e linguaggi maschili: al contrario molte doti femminili sono oramai riconosciute, valorizzate e considerate indispensabili nel sistema produttivo”. Dedico questo mio pensiero anche a mia moglie, a mia figlia, e a tutte le donne, anche se fanno le casalinghe.
gioiosagiovanna | 14 Mag 2008 | Rispondi
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La donna ha sempre contribuito al bilancio familiare con il proprio lavoro in tempi diversi e con modi diversi. nella nostra cultura alle donne non sono mai stati riservati lavori pesanti, infatti le nostre mamme lavoravano a tombolo o altri lavori femminili. Oggi le situazioni sono cambiate e le donne si costruiscono il loro lavoro diventando imprenditrici di se stesse, vuoi per gestire il proprio tempo, vuoi per la difficoltà di trovare un lavoro dipendente che le soddisfi e riesca a conciliare gli orari di lavoro con la vita familiare. il 25% delle imprese della provincia di como è gestito da donne, questo dato ci deve far riflettere. Non sono un panda da proteggere ma bisogna riconoscere loro gli stessi meriti degli uomini.