E’ partita giovedì dall’aeroporto della Malpensa, diretto a Roma- Fiumicino, da dove si è imbarcata nella tarda mattinata su di un volo diretto a Buenos Ayres, il quartetto che si ripromette in tre settimane di attraversare l’ intera Patagonia, raggiungendo la Terra del Fuoco. Fra trasferimenti e rientro il drappello di appassionati ciclisti comaschi, rimarrà lontano dalle loro abitazioni sino al prossimo 15 febbraio. Sono componenti di questo gruppetto: Walter Bargna, 55 anni, di Intimiano, che gestisce un’agenzia di assicurazioni, Angelo Paganoni, 58 anni pensionato, di Cermenate che vanta una grande esperienza alle spalle dato dal Raid Como-Pechino (di 12.300 chilometri), portato a compimento nel 2005, Arianna Pasquariello, 41 anni di Parè, consulente di personale presso un noto studio, coi precedenti di un lungo viaggio in Tibet, nell’agosto del 2007, con Bruno Raveglia, 46 anni di Cantù (abitante in via Mazzini), quarto componente la spedizione, che per due stagioni (a 17-18 anni) difese i colori del C.C. Canturino 1902 nella categoria juniores.
Raveglia oggi è responsabile di reparto legatoria in un’azienda grafica-cartotecnica, ma non ha mai smesso di pedalare, come gli altri tre appassionati ciclisti, e di effettuare queste lunghe trasferte “per conoscere nuovi paesi e vivere nuove esperienze”. Abbiamo chiesto ad Angelo Paganoni, che fungerà da capo spedizione, suo l’intero programma del viaggio in bicicletta, il punto di partenza del Raid? “Avverrà da Mendoza, a circa 250 km. da Cordoba ed a 163 da San Juan, molto vicini ai 6960 metri dell’Aconcagua, che raggiungeremo in aereo subito dopo il nostro arrivo a Buenos Ayres. Da lì seguiremo tutta la parte interna, quella argentina, sotto la Cordigliera delle Ande Cilene”. Quanti i chilometri che vi ripromettete di percorrere? “In totale, dalla somma della tabella giornaliera sono fissati 3.781 km. nelle quattro settimane di viaggio. Se raggiungeremo il Ghiacciaio Perito Moreno, come è nostra intenzione, essendo ormai nel punto di congiunzione fra i due mari (Pacifico ed Atlantico) al Polo Sud, dovremo aggiungerne altri 156” . Punti più difficili? “Quelli più aperti all’imperversare del vento; avremo delle speciali protezioni al capo e l’obbligo degli occhiali per evitare polvere e stati infiammatori, speriamo bene che la velocità del vento stesso ci permetta, anche se a fatica, di procedere bene in bicicletta”. Come avete programmato il percorso da seguire, coi punti in cui farete sosta? “Base di partenza, tappa dopo tappa, sono fissati a San Rafael, Barrancas, Zapala, San Carlos de Bariloche, Esquel, Perito Moreno, Lago Viedma, El Calafate, quindi il Lago di Buenos Ayres, poi andremo più a sud fino a Rio Gallegos, punto in cui dovremo traghettare per superare lo stretto di Magellano (l’area dove vive la maggioranza dei pinguini), per raggiungere quindi Rio Grande, nella Terra del Fuoco con l’ultimo territorio abitato di Ushuaia. Lì, dall’ultimo aeroporto che è attivo in Argentina, nell’area più a sud nella Cordigliera di Darwin, potremo risalire in volo fino a Mendoza, per effettuare poi il rientro in Italia”.
Cosa vi spinge ad affrontare quest’avventura? “La possibilità di vedere una terra sconosciuta e di conoscere meglio come si vive in Patagonia”. In bocca al lupo!
Giulio Mauri




Faccio notare che Arianna Pasquariello è un’atleta impegnata da anni nel settore del Triahtlon, sport massacrante nel quale eccelle e che l’ha vista conquistare il titolo Italiano nella categoria age-group 40-44, Domenica 4 marzo 2007 a Flassin (Val d’Aosta). Arianna è una ragazza coriacea e molto determinata, gareggia con i colori del Fresian Team. E’ anche molto bella, cosa abbastanza insolita nell’ambiente e che non guasta affatto. In bocca al lupo a tutto il gruppo!
A cosa servono queste ‘performance’quando sono disponibili comodi Suv 4×4……sinceramente,non lo capisco,cosa si vuol dimostrare?!
Nino, il fatto che tu non capisca … sinceramente non ci sorprende . Comunque non credo vogliano dimostrare niente a nessuno ma solo godersi il viaggio e conquistarsi la meta piano piano, ascoltare i rumori e i silenzi intorno a loro, pedalare perchè gli piace, senza inquinare il mondo.