SULL’ACQUA COMO COMANDA E CANTU’ ESEGUE

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue (comunicato che sarà letto in Consiglio Comunale questa sera):
“Ora che Sindaco e maggioranza, sospinti dal Pdl, sembrano aver deciso di aderire alla società patrimoniale, contenitore cui verranno conferiti reti ed impianti idrici, ci si chiede se la scelta sia frutto di una seria e meditata riflessione oppure, come crediamo, di un  aut aut imposto dai vertici per aggiungere un’ulteriore poltrona nel consiglio di amministrazione da nominare.
In effetti, nella fretta di voler aderire a Comoacqua, la maggioranza non chiarisce quali siano le rilevantissime scelte di fondo che l’A.T.O. si appresta a varare.
L’idea del Sindaco di proporre delle tariffe calmierate per le famiglie bisognose è solo una previsione della legge regionale. Non costituisce certo la ragione per cui si decide di aderire alla società patrimoniale: al contrario, partecipando ad essa, per Cantù non sarà possibile imporre alcuna scelta che dovrà essere condivisa dalle altre amministrazioni che partecipano all’A.T.O.

Sarebbe forse opportuno che la maggioranza si interrogasse ed approfondisse la facoltà di  suddividere il servizio idrico tra gestione ed erogazione, un frazionamento previsto dalla legge regionale, che non ha riscontro nella normativa del resto del nostro Paese.
La maggioranza che amministra Cantù ha preso posizione sul punto?
Ritiene forse che occorra affidare, con due gare ad evidenza pubblica distinte, prima la gestione delle reti e degli impianti e poi la sola erogazione dell’acqua?
L’A.T.O. può, in effetti, deliberare la non separazione fra gestione ed erogazione, se la scelta comporta un beneficio per l’utenza., ma se, al contrario, la maggioranza ritiene opportuno di frazionare il servizio, dovrebbe allora chiarire cosa ne pensa del parere dell’Autorità Garante della Concorrenza che ha recentemente (nello scorso mese di marzo) espresso seri dubbi sulla concorrenzialità di un sistema che duplica i monopoli, prevedendo due soggetti affidatari, con l’autonoma fissazione delle tariffe da parte dell’A.T.O.
La legge prevede anche la possibilità di scegliere l’affidamento diretto della gestione e dell’erogazione all’unica società patrimoniale d’ambito, ma in tal caso occorre la deliberazione dell’A.T.O., con il voto favorevole dei due terzi dei componenti.

Prima a di aderire a Comoacqua S.r.l. è fondamentale che le forze di maggioranza approfondiscano questi temi ed esprimano, politicamente, i propri indirizzi, su questioni così delicate. E ciò allo scopo di evitare di buttarsi in mare prima ancora di aver imparato a nuotare o di aver almeno gettato una ciambella di salvataggio.
Il nostro timore è che, anche in questo caso, in Consiglio comunale, ove langue il dibattito e la democrazia arranca, prevalga, come sempre, la logica delle maggioranze blindate e silenziose, composte da consiglieri che, quando va bene si limitano ad obbedire agli ordini di è partito e, quando va male, neppure sanno su cosa stanno esprimendo il loro voto.”

la Segreteria ed il Gruppo Consiliare di Lavori in Corso

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