
Aperta una vertenza sindacale per adeguare gli organici al fine di garantire migliori servizi ai cittadini ed alle imprese del territorio.
I servizi offerti da Poste Italiane ai cittadini ed alle imprese, anche nella provincia di Como , sono sempre più in criticità per la carenza di personale sia alla sportelleria che fra i consulenti commerciali e finanziari. Mancato rispetto degli accordi per la immissione di personale negli uffici e per il tourn over per pensionamenti e fuoruscite incentivate, stanno compromettendo la tenuta delle quote di mercato ed anche i ricavi con probabili conseguenze sui livelli occupazionali.
Occorre che l’Azienda investa parte dei propri utili di bilancio in investimenti sulle risorse umane in termini di immissione di nuovo personale e formazione, ma anche per l’adeguamento delle strutture, degli strumenti e mezzi per rendere più rapidi ed efficienti i servizi.
Nella provincia di Como mancano almeno 60 di impiegati agli sportelli ed oltre 10 di consulenti commerciali e finanziari. A questo vanno aggiunte le mancate sostituzioni per le maternità, per gli infortuni e malattie particolarmente gravi e di lunga durata. In queste condizioni già di per se difficili, l’Azienda prevede di aprire quattro nuovi uffici dedicati alle imprese (Como, Mariano, Erba, Cantù) senza che, al momento, sia prevista l’immissione di nuove unità negli organici.
Basta entrare in uno dei circa 192 uffici postali della provincia per notare le molte postazioni prive di personale e le file dei cittadini e pensionati per poter espletare i servizi. Sempre più spesso assistiamo a lamentele e diverbi con gli incolpevoli dipendenti che in queste condizioni di difficoltà si prodigano al meglio delle loro possibilità, tralasciando per la fine della giornata tutta una serie di operazioni ed adempimenti. In tal modo sono spesso costretti a prolungamenti degli orari senza essere retribuiti.
La vertenza sindacale aperta da Cisl Cgil e Uil di categoria, con UGL Comunicazioni e Sailp Confsal, si inserisce in un momento particolarmente delicato per Poste Italiane dove l’Azienda sta rischiando di perdere importanti quote di mercato consolidate nel tempo grazie al senso di responsabilità del sindacato ed ai sacrifici dei lavoratori.
Il sindacato è fortemente preoccupato dalle strategie di corto respiro attuate dal livello centrale dell’Azienda, tese a mantenere gli equilibri di bilancio ed i ricavi agendo prevalentemente sul contenimento dei costi sul personale e sul mancato adeguamento degli strumenti informatici e delle strutture. L’eccessivo accentramento decisionale a livello centrale rappresenta un limite ed un freno in uno dei territori ed in una delle regioni più importanti del Paese e dell’Unione Europea che, invece, necessita di decisioni ed interventi rapidi per dare risposte alla sempre più impellente domanda di qualità ed affidabilità.
Questi sono gli argomenti che il sindacato intende discutere con l’apertura della vertenza che riguarda il futuro di molti lavoratori e delle loro famiglie, ma anche la qualità e l’efficienza di un importante servizio di supporto alle attività economiche di molte aziende ed imprese.
Il Segretario Provinciale SLP Cisl Como Leonardo Palmisano

