VENERDI’ SERA PRESSO LA SALA ZAMPESE CORSOLINI PRESENTA IL SUO VOLUME
Scritto da Redazione il 04/1/08 in Basket, In città, Sport
Venerdì sera (04.04) presso sala Giovanni Zampese, sede della Cassa Rurale e Artigiana di corso Unità d’Italia (alle 20.30), verrà presentato, ultimato da poco, il volume di Gianni Corsolini: “I miei (quasi) 50 anni di vita con gente del Basket“. Personaggio più che brillante, straordinario oratore non solo su temi che trattano la sua disciplina, dotato di grandissimo humour, l’ex-allenatore della Pallacanestro Cantù e poi team manager di Snaidero e Polti in questa occasione si è rivelato (da uomo di cultura quale è) anche un abilissimo scrittore capace, come sa esserlo con la sua straordinaria personalità, nel rievocare fatti di vita, e non solo, con il suo profondo amore al basket. Che fosse abile scrittore lo conoscevamo, non solo per la sua rubrica settimanale su queste pagine, che sapesse rendersi così coinvolgente e storico anche, ma non con questa punta di distensiva ironia. Per capitoli il libro, che si legge tutto d’un fiato, essendo l’esposizione scorrevole e coinvolgente, riporta la dedica ad alcune persone che hanno rappresentato per l’autore momenti significativi di vita: in primis l’amico bolognese Franco Bonetti, poi Aldo Allievi, la famiglia Snaidero, Orio Gregori, la moglie Mara e la nostra Città, proprio Cantù.
Capitoli che attestano periodi di vita cestistico-culturale, ma non solo, perché la facilità espositiva fa conoscere al lettore centinaia di personaggi (dai giocatori ai tecnici, dai dirigenti delle squadre che l’hanno coinvolto, ai massimi responsabili del settore imprenditoriale che l’hanno avuto come dirigente, nel settore della public relation e per l’immagine, artisti, cantanti, telecronisti e scrittori) che hanno costituito un punto di partenza per nuove coinvolgenti esperienze di vita operativa. Capitoli che sono stati riepilogati per periodi, dicevamo, come: Innamoramento (fino al ‘58), Amore (fino al ‘69), Semel in Anno Licet Insanire (’69-’70), Entusiasmo (’70-’78), Passione (’78-’86), Maturità, “presunta” è dichiarato ironicamente dallo stesso Corsolini, (’86-’89) e Volontariato (ovvero 3.a Età) dal 1999 al 2005. Inizio del testo coinvolgente. “Credo di avere nel mio DNA la propensione ai trasferimenti, ai traslochi di casa, che a Bologna chiamiamo “San Michele”. E’ una considerazione che facevo l’altro giorno quando tentavo di convincere mia moglie di averle fatto un favore obbligandola a dieci cambiamenti di casa, alcuni dei quali nella stessa città, poi in centri diversi ed in regioni oltretutto lontane. Sostenevo che l’avevo fatto per fornirle delle esperienze, delle nuove conoscenze, un modo particolare di integrarsi con culture diverse. La mia voluta ironia non l’ha certamente convinta”.
E che l’impegno nello sport l’abbia agevolato anche nella vita confermato dalla sua dichiarazione. “Insomma per me il basket ha fatto da tramite per delle conoscenze umane che vanno oltre i limiti dello sport. Anzi mi scuso per i tanti che colpevolmente non ho ricordato - precisa Corsolini nel testo -. Piuttosto mi è più difficile citare gli stranieri perché ho spesso trovato degli uomini legati solo al loro lavoro cestistico. Con delle favolose eccezioni tipo Bailey un vero signore anche nella vita o Pace Mannion per la professionalità, Bouie per la simpatia, Ebeling per l’umanità e Jeff Turner per l’impegno e l’eleganza e Bryan Oliver per la passione”. Non mancano pagine di abilissima ironia, come il desiderio di entrare a far parte, vanamente, del “Canaglia Club” istituito a Varese.
“Ma questo è niente di fronte al parere legale, fatto arrivare dalla Spagna, da parte di Sergio Scariolo, che ha negato ancora una volta la mia iscrizione con la motivazione che “Gianni Corsolini è un esagerato buonista, non ha mai fatto dei bidoni a nessuno e quindi non è degno di essere accolto”. Un libro da donare ad amici e conoscenti; certo che andrà a ruba su molte piazze, considerando le conoscenze di Bologna, Cantù, quindi a Milano, Udine, Varese, di nuovo a Cantù, prima di tornare a Vedano Olona.
Giulio Mauri






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